
- Uscita
- 2025
- Regista
- Yorgos Lanthimos
- Paese
- USA, Corea del Sud, Irlanda
- Durata
- 118 min
Voto complessivo
I nostri voti
In breve
I tre moschettieri, Lanthimos Stone e Plemons, si riuniscono, senza l’aiuto del povero Willem D’Artagnan Defoe, per una nuova impresa chiamata Bugonia.
Con questo film, il cui nome ho dovuto cercare su internet maledettifontillegibili, Lanthimos ritorna a raccontare una storia purtroppo realistica, allontanandosi dalle atmosfere surrealiste delle sue ultime opere.
Bugonia, infatti, ci racconta il rapimento di Emma Stone, Michelle Fuller, da parte di Teddy e Don interpretati da Jesse Plemons e uno sconosciuto Aidan Delbis. Plemons è il classico complottista: una scarsa educazione, abitante di una piccola città americana dove probabilmente il tasso di scolarizzazione è simile a quello del terzo mondo, convinto che tutto il mondo sia cieco o lobotomizzato mentre solo lui conosce la verità, ma soprattutto che gli Andromediani (vedesi Rettiliani) non solo si aggirino tra di noi sulla terra ma interpretino le figure di spicco della società per muovere i fili del mondo
Insomma, cappello rosso del Maga e fucili.
Il cugino invece è un sempliciotto, probabilmente affetto da qualche forma di ritardo, che compensa la sua solitudine seguendo ciecamente il cugino seppur a volte non capendo o non condividendo le sue azioni.
Insomma, cappello rosso del Maga e fucili.
Insomma, americani.
Emma Stone d’altro canto interpreta una donna forte e ricca, a capo di un’azienda farmaceutica che è colpevole di aver provocato gravi effetti collaterali ai soggetti delle sue sperimentazioni, tra cui la madre del povero Teddy che è finita in coma.
Non tutti i mostri nascono dal nulla, il complottismo come ancora di salvataggio al lutto e una folle sete di giustizia spingono Plemons ad identificare proprio Michelle come Andromediana. Il piano è semplice: allenarsi a contrastare tutte le tecniche che Plemons sa con certezza che vengono usate dagli extraterrestri, come i capelli utilizzati come antenne per comunicare tipo ET telefono casa, rapire Emma Stone ed ottenere grazie a lei un incontro con grande capo alieno e trattare la liberazione del mondo.
Spero che ora sia chiaro che la “storia purtroppo realistica” di cui parlavo non faceva riferimento alle mie aspettative su Lanthimos ma alla triste constatazione dell’esistenza di una simile realtà.
Bugonia è un film che viene sorretto da praticamente solo 3 attori, con la Stone e Plemons che svettano nettamente sugli altri grazie ad un’ennesima straordinaria interpretazione.
Il ritmo è una piacevole montagna russa: scene di azione e violenza si alternano continuamente a lunghe sequenze di dialoghi sorretti da un’eccellente sceneggiatura con quel pizzico di follia a cui Lanthimos ci ha abituato.
Nonostante l’impatto di Bugonia risulti meno forte rispetto ad altre sue opere più acclamate, questo resta un titolo assolutamente ben realizzato. Le inquadrature estremamente particolari e la fotografia capace di distinguere nettamente gli status dei personaggi o le situazioni che affrontano, grazie ad una superba alternanza di stili e tonalità, confermano ancora una volta Lanthimos come uno dei registi più riconoscibili in circolazione.
Come già detto, Bugonia è un film meno complesso rispetto ad altre opere dello stesso regista, ma se approcciate alla visione pensando di aver già riempito le vostre personali caselle dei buoni e dei cattivi rischiate di sbagliare di grosso. Chiunque rifiuti ogni verità scientifica proposta e creda di possedere una conoscenza unica e speciale infusa da libri quantomeno discutibili e blog da quattro soldi, no non sto parlando di noi, è certamente vittima di una qualche forma di alienazione. Ma parliamoci chiaro, chi prenderebbe mai le difese di un CEO di un’azienda farmaceutica che ha messo a repentaglio la vita delle persone in nome del mero profitto; Teddy è poi così folle?
Lanthimos sembra fornirci un’interpretazione del complottismo come una forma di difesa adottata da alcuni esseri umani che preferiscono credere ad assurde macchinazioni ed oscuri segreti globali piuttosto che accettare che spesso la realtà è più semplice: è una merda esattamente così appare.
Nel dire questo mi sento esattamente come quegli interpreti della Divina Commedia che cercano dietrologia ad ogni virgola o parola quando il povero Dante con “rosso” voleva dire solo “rosso”.
Ora sta a voi giudicare se io sia un Teddy oppure no, di sicuro guardatelo fino alla fine prima di decidere.




