
- Uscita
- 2025
- Regista
- Matt Shakman
- Paese
- USA
- Durata
- 115'
Voto complessivo
I nostri voti
In breve
Forse ispirati a coloni contemporanei fenomenali nell’acquisizione di terre in una regione geopolitica storicamente instabile (che fatica essere politicamente corretti ragazzi), i Marvel Studios proseguono nell’opera di accalappiatori di esseri dalle capacità un po’ fuori dal normale per regalargli dei film tendenzialmente di merda.
È la volta degli “Incredibili”, ehm volevamo dire dei Fantastici 4.
In un universo parallelo (che ormai sostituisce il “c’era una volta”), quattro astronauti durante una missione fanno una passeggiata spaziale e diventano umani dai poteri straordinari: la Venere di Milo, Rocket man, Geodude e… Pedro Pascal. Sono una normale famiglia di supereroi (cit.) con tanto di domestico, Herbie il super maggiordomo, in pratica un Emiglio robot che fa le faccende di casa nei feriali e nei festivi si trasforma in Alpha 5 e fa calcoli quantistici.
Supereroi, si diceva, ma anche di astronauti si era parlato, e poi miliardari, filantropi, salvatori del genere umano (rigorosamente identificato sempre e solo con gli USA) nonché amministratori del condominio ONU. Insomma, quattro stronzi che però si ritrovano ad affrontare la più grande minaccia mai incontrata: Kevin Feige.
L’anatema di Kevin questa volta colpisce non uno, ma ben due dei più grandi personaggi della Casa delle Idee, ed è talmente grande che non se lo meritano neanche i Fantastici 4 bensì Galactus e il suo araldo Silver Surfer.
Galactus è un essere celestiale (?) che si mangia pianeti e costellazioni apparentemente senza motivo, come tuo zio con la frutta secca a Natale. È potente, è una roba grossa, peggio di Thanos, non sappiamo che altro dirvi per farvi venire voglia di scoprire quanto ridicola possa essere la sua fine (il bene trionfa sempre, al cinema).
Galactus sarà pure forte, ma i Fantastici possono contare sul capo famiglia Bob, cioè volevo dire Reed o Mr Fantastic idraulico gel, l’uomo che non teme di dimenticare il telecomando sul tavolino mentre si siede sul divano. Un mammasantissima di cervellone, un Megamind che spinge i suoi compagni a spararsi di nuovo nello spazio per capire cosa voglia Galactus, inclusa sua moglie incinta di 18 mesi. D’altronde non c’era scritto niente sui viaggi spaziali sulle confezioni di alcol e tabacco, ma dopo questo film saranno espressamente vietati in almeno 12 Stati. Mr Fantastic anche in fatto di esplorazione spaziale e di sicurezza.
F4 basito
Beh dai, mica male, c’è abbastanza carne al fuoco, direte.
E se vi dicessimo che in qualche modo l’asse portante del film è proprio il nascituro? Costruirci una trama sopra l’abbiamo trovata una scelta interessante, il modo in cui poi questa è stata sviluppata, invece, è quantomeno discutibile.
Già, perché il resto della trama è un film già visto sotto vari punti di vista: intanto, la storia di Silver Surfer è la stessa identica del film del 2006: stessi dilemmi morali, stessa conclusione, giusto un pizzico di Arrival in più…solo che stavolta l’araldo di Galactus è donna. È difficile spiegarvi i problemi di questa scelta senza fare spoiler, perciò ci proveremo con un’analogia: nella trilogia de Lo Hobbit vi era piaciuto il personaggio dell’elfa Tauriel e il suo flirt con il nano Kíli? No? Beh, neanche a noi.
Ora, le considerazioni finali.
Questo film ha dei pregi, pochi, ma gli vanno riconosciuti:
1) la resa grafica è ben fatta. Da Galactus a La Cosa, dalle scene ambientate nello spazio ai costumi retrò, tutto è armonioso, credibile e decisamente gradevole, il che porta questa realtà alternativa sul podio delle migliori mai realizzate dalla Marvel;
2) gli attori, quasi presi dalla strada, fanno il loro, non tanto singolarmente, quanto nell’alchimia collettiva, che c’è e coinvolge abbastanza. I quattro caratteri diversi dei quattro protagonisti, per dirne una, si colgono e interagiscono bene tra loro.
3) Le chicche da nerd, elemento che in questa casa non intendiamo mai banalizzare quando si tratta di un cinecomic, ci sono piaciute, in particolare la scena in mezzo ai titoli di coda e quella post-credits.
Detto questo, la Marvel è diventata il bambino bravo che però non si applica, e noi -e pensiamo di non essere i soli- ci siamo un po’ stancati di premiare degli Studios che hanno idee ambiziose ma che si dimostrano troppo spesso incapaci di portarle avanti come si deve. Perché sì, belli gli effetti visivi, bello Galactus con un’aura potentissima, ma se poi lo vedo correre per la città come un La bubu gigante la buona idea risulta alquanto indebolita.
Se siete eccitati di vedere i Fab 4, rimarrete di questa idea per buona parte del film ma alla fine vi chiederete se non sarebbe stato meglio giocare a Forza 4.




